chi siamo

Il nome della nostra associazione Arfelix può ricordare il protagonista di un famoso fumetto degli anni ‘20 del ‘900: “Felix the cat”, un gatto felice, cioè sempre propositivo, non a caso ambientato negli Stati Uniti d’America (mentre in Europa si avvicinavano tempi terribili). Poi dalla Walt Disney quelle caratteristiche positive vennero attribuite a un altro animale di successo: un Topolino.
Il nome dell’associazione, Arfelix, derivava invece dall’appellativo (“felix”) che il primo imperatore romano volle dare a Pisaurum, smentendo la maledizione (“moribunda”) lanciatale dal poeta d’amore Catullo perché un pesarese (forse Marco Livio Druso Claudiano) gli aveva sottratto il giovane amato.
L’imperatore aveva rifondato la città di Pisaurum, ponendo fine a quella maledizione. Per l’imperatore, Pisaurum non era moribunda come aveva sostenuto il poeta Catullo (nonostante la probabile presenza di malaria nella valle paludosa, soggetta a esondazioni, creata dalla foce ramificata del fiume, non regimata). Per l’imperatore la città non era infeconda e non era destinata a scomparire. Anzi, doveva essere benedetta, in quanto “felix”, feconda. Quindi la chiamò “colonia iulia felix Pisaurum”; anche perché qui era nato Marco Livio Druso Claudiano (il probabile rivale in amore di Catullo), un repubblicano, congiurato sì contro il futuro imperatore nel 42 a.C, ma che aveva generato l’affascinante Livia Drusilla Claudia, sposata dall’imperatore nel 38 a.C. e rimasta sua moglie per 52 anni fino alla morte (14 d.C.): Livia fu non solo moglie dell’imperatore ma vera mente della politica imperiale, tanto da essere divinizzata (“Diva Augusta”) nel 42 d.C. Senonché, da quel matrimonio non nacquero figli. Pensiamo alla conclusione che ne avrebbe potuto trarre il poeta Catullo, se fosse stato ancora vivo, ma visse solo trent’anni, tra l’87 e il 57 a.C.
Ma va bene anche la prima interpretazione, che ricorda “Felix the cat”, perché l’appellativo “felice” è un pronostico e uno stimolo a non farsi deprimere in questi anni di post pandemia da Covid 19 e di guerre.

LA NOSTRA STORIA

Abbiamo costituito questa associazione di volontariato nel 2014, inizialmente per la gestione della colonia felina del colle Ardizio, assai prolifica, tanto da dover sostenere ingenti spese per la sterilizzazione dei gatti.

Arfelilx intende occuparsi della tutela del colle Ardizio di Pesaro, sotto l’aspetto ambientalista e animalista.

Nel colle Ardizio terreni coltivati (in particolare a oliveto) si alternano a terreni incolti con querce e flora spontanea ove prolificano animali selvatici (scoiattoli, fagiani, caprioli, rapaci, istrici, strigidi, tassi, volpi) che Arfelix sta monitorando.

Nel versante verso il mare il colle è soggetto a movimenti franosi che occorre prevenire preservando la vegetazione e i fossi per lo scorrimento delle acque piovane.

Nel versante opposto del colle (verso Muraglia) insistono vari reparti ospedalieri, e in relazione a questa rilevante presenza di servizi pubblici che caratterizza la parte urbanizzata del colle, Arfelix può svolgere attività socio-assistenziali, socio-sanitarie e di tutela dei diritti, come azione supplementare (e non sostitutiva) della funzione pubblica di promozione e tutela della salute, del benessere e dei diritti dei cittadini.

Arfelix è impegnata nella diffusione delle informazioni sulle attività di “sensibilizzazione e di contrasto dei rischi legati al gioco d’azzardo patologico e della dipendenza da nuove tecnologie e social network” e a tal fine gestisce il “Punto informativo” sulla ludopatia nei locali dell’ “Agriturismo Ardizio 43” di strada Panoramica Ardizio n. 43, Pesaro.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Gianfranco Flori

Presidente

Giovanni Flori

Vice-presidente e tesoriere economo

Luca Flori

Segretario

Carlo Casoli

Consigliere

Enrica Casoli

Consigliere

trasparenza

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Statuto

Statuto approvato il 7.07.2019

Bilancio

Bilancio dell’associazione

Rendicontazione 5x1000

Elenco contributi pubblici ricevuti (Legge 124/2017)